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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

  • Note

    13th January 2012

    FACCIAMO LA CONTA: 1…2….3……..

    Se rincorri il tempo ti accorgi che va molto più veloce di te.
    Da dodici mesi conto i giorni pensando ai 365 che ne servono per chiudere un anno. Sono tantissimi, è vero, ma talmente tanti che una volta “accalappiati” e messi in una scatola di ricordi, diventano invisibili pensieri, un susseguirsi di aneddoti (il più delle volte) dimenticati.
    Rimangono dunque solo alcune note evidenti, sfumature che ci hanno fatto saltare dalla gioia o morire dal dolore. Il resto, quell’interminabile sfilata di situazioni intermedie, quel gioco di routine e ovvi accadimenti, si dilegua nel passato, rimosso dalla troppa fretta di passare oltre.
    Per questo motivo, è nato il diario del Bolivia: un timido e semplice tentativo di fermare tutto o quasi, in un panorama esistenziale troppo abituato a seguire oltre, dequalificando ogni singolo istante della vita dalla sua preziosa valenza.
    Ogni minima parte del quotidiano viene immagazzinata nella nostra vita, e ne consegue un influenza fortissima, che nel più dei casi determina ogni nostra azione futura, ogni nostra scelta, decisione, presa di coscienza.
    A volte, penso che dovremmo correre indietro nel tempo, e farlo per tutti i migliaia di giorni che ci siamo lasciati alle spalle, nostalgici e solitari spettacoli a sipario chiuso, momenti silenziosi che consapevolmente non torneranno più. Ma poi, penso che oggi siamo esattamente un perfetto concentrato di tutta la nostra esistenza, anche di quella che ci sembra lontana, straniera, figlia di impalpabili accadedimenti di cui si ricorda poco o niente.
    La psicanalisi lo definisce inconscio, uno strano essere interiore che riemerge sporadicamente, evocato da eventi esteriori. A me piace pensarlo come un tesoro interiore, anche laddove questo abbia un valore negativo, una sembianza buia e sofferente sul nostro cuore. Tutto, e dico tutto, è accaduto per raccontarci qualcosa, per offrirci l’opportunità di crescere come esseri umani, e di compiere al meglio il miracolo della vita.
    Potrei rievocare centinaia di eventi terribili, alcuni che certamente mi hanno toccato anche da vicino, ma quella forza che sento dentro oggi, il coraggio di lottare e di non “abbassare la guardia” di fronte alle difficoltà, mi basta come frutto raffinato di tutto le brutture e le meraviglie che hanno tessuto la mia breve e semplice esistenza. E poi, in fondo, anche per chi non ha avuto dolori o patimenti, ferite o black out totali, su questo folle piantea chiamato terra, di drammi sociali ce ne sono stati a milioni: seppur apparentemente lontani, qualsiasi caso umano perso nel mondo rappresenta un lutto collettivo, una svalutazione dell’alchimia della vita e del miracolo di averla a disposizione.
    Finalmente, tra un pugno di giorni questo buffo countdown verso il nuovo anno venturo giungerà al termine, e si tornerà a vivere normalmente!
    …
    stavolta però, senza più dimenticare.

The End

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