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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

  • Note

    9th January 2012

    HIC ET NUNC

    Si nasce bambini, e si muore vecchi. Almeno nella migliore delle ipotesi.
    Ma l’umanità avrebbe bisogno di un inversione di tendenza allegorica, di nuove generazioni che nascano sagge e taglino il traguardo finale con uno spirito forte, giovane, coraggiosamente proiettato nel curioso viaggio finale che li aspetta.
    Così non è, nella realtà delle cose. Tutti, o quasi, arriviamo alle porte della vita con il timore di non aver dato tutto, di esserci lasciati qualcosa alle spalle di non finito, con la paura fottuta di spegnere l’interruttore e trovare il nulla, il vuoto, qualcosa che la nostra consapevolezza non è in grado di comprendere.
    Se al momento del primo raggio di luce in questo mondo, quando usciamo dal grembo per adagiarci nelle braccia della realtà, potessimo assorbire in un istante la forza della vita, il percorso dell’esistenza sarebbe una lieve e giocosa danza verso l’infinito, e tutte le cose brutte non avrebbero certo ragion d’essere.
    Ma la morte fa paura, e in questi ultimi giorni di guerriglia si sente ancor più forte il suo sordo rumore.
    Forse perchè ho ragion di pensare che il Bolivia verrà tradito dalle sue stesse idee, e che la fine di questo anno di battaglie suonerà come l’ennesimo perire di un ideale di ribellione. Forse perchè la sconfitta risiede nella natura astrusa di quella specie chiamata uomo, essere evidentemente imperfetto, il cui scopo apparente sembrerebbe quello di conquistarsi una nuova dicitura nei libri di storia universali: “essere IN-umano” (binomio che meglio si confà a questo raro animale capace di uccidere suoi simili per fini altri da quelli naturali).
    La sconfitta, ahinoi, è quotidiana, e girando in lungo e in largo, tra paesi e provincie, cercando di illuminare anche le personali segrete interiori, si trovano scheletri ed ombre, inesattezze e tristi fughe dalle responsabilità collettive. Ma in fondo questo siamo noi terrestri bipedi, e con ogni probabilità questa stessa esistenza ci è data per perire delle nostre stesse “sporcature”.
    Ma in questo disegno chiamato mondo, nel progetto di ogni suo abitante, c’è sempre un incantesimo in fondo, un interruttore che tutti, lottando, indignandosi, amando profondamente e offrendosi senza riserve o chiusure al prossimo, possono azionare.  Su quel pulsante ci sono scritte mille parole: pace, rispetto, sincerità, lealtà, amore, fiducia, onestà. Ma la cosa certa, è che innescando l’alchimia, possiamo volare molto in alto, curarci dalle paure, divenire eterni e saggi bambini, proiettati con infinita speranza in un tempo migliore, dove questo brutto gioco della guerriglia contemporanea sarà solo una favola inventata, da raccontare alle future generazioni per imparare a sognare.
    Basta aspettare!!
    HIC ET NUNC!

The End

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