...guerriglia contemporanea
Portarsi appresso un nome di battesimo singolare, influenza costantemente la tua vita.
C’è chi dice addirittura che il nome segna il destino di un individuo e che, a tal proposito, nulla è lasciato al caso nel maestoso disegno dell’universo.
Ci sono peró anche casi che emergono da sprovvedute decisioni da parte di genitori maldestri, che uniscono al cognome nomi inappropriati, visti i risultati ottenuti dalla somma delle due parti. Ricordo tra tutti due gemelli incontrati alcuni anni fa, Dina e Dario, il cui cognome, Lampa, fa pensare ad una giovane e ambiziosa coppia di sposini, che pensó illo tempore di aver dato i natali ai nuovi messia del pianeta, i futuri dispensatori di luce nel mondo!
Al di fuori di queste buffe combinazioni, ci sono nomi importanti, solenni, sconosciuti, ambigui, che determinano per chi li porta con se, un susseguirsi di aneddoti, fraintendimenti, passaggi divertenti ma non meno strozzature e frustrazioni.
Ci sono nomi poi, che in alcune nazioni, per via della loro inusualità e a causa della sventurata combinazione delle lettere finali, offrono a chi ci si imbatte, la deliberata possibilità di modificarne l’equivalente di genere: maschio o femmina?
Riguardo questa particolare sfumatura, conosco molto approfonditamente casi di ometti per cui la fraintesa generalità ha comportato cose come codice fiscale al femminile, continue ricezione di promozioni commerciali via posta a nome della Sig.ra x, tra cui “La bottega verde”, “postalmarket”, o plichi informativi sulle tutele della donna in un mondo maschilista. Non di meno, nei suddetti casi, si susseguono senza sosta circostanze in cui nelle situazioni ufficiali, le persone in questione sono state esplicitamente rigettate, in quanto “anagraficamente” non direttamente interessate, esplicitamente non corrispondenti ai suscritti, e “per giunta” sprovvisti di delega ufficiale da parte sempre della sovra citata e presunta Sig.ra x. O infine, ancor più bello, accadimenti in tenera età, quando assediati da apprezzamenti al femminile da parte di adulti amici di famiglia incontrati saltuariamente (a volte anche a causa della fortissima evidenza androgina di alcuni bambini) l’unico modo per garantire la propria virilità era abbassare il pantaloncino e mostrare i gioiellini di famiglia.
D’altro canto peró, che meraviglia la diversità! Sentirsi unici e sconosciuti, inediti e da raccontare.
Ed eccomi, il Bolivia, costantemente ancora sotto scrutinio del mondo, che pensa a me come una “mugliera pettuda”, in scia di quelle “ia” finali che destano (nei più comuni e stolti riceventi) , un notevole lume di sospetto.
Ma che spettacolo altresì direi, chiamarsi Luca, Pietro, Andrea, Marco…e chi più ne ha più ne metta! Che serenità non dover decantare ad ogni nuovo incontro, il perché e le radici del proprio nome!!!
In ogni caso, sempre e comunque, individui unici di una giungla infinita, diretti singolarmente e a ritmo, nome o meno, in direzione della propria esistenza.
Avanti, march!