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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

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    27th December 2011

    RI-NASCITA

    Piccola pausa per le ferie natalizie, ed oggi si torna a lavoro.
    …
    Ma quali ferie? Quale lavoro?
    Ci si è seduti a tavola in molti, la sera della vigilia, con la piena consapevolezza che non ci sarebbe stato un 27 dicembre in ufficio, e che quello svegliarsi di mattina ad ora tarda, non era stato un privilegio rilassante delle festività, ma un ennesimo sonno narcotico ad oltranza, per non aprire gli occhi e trovarsi disoccupati e sconfitti in un Italia che ci sta togliendo anche l’aria da respirare.
    Più passano gli anni, e più trovo fuorviante banchettare in nome della ricorrenza, fingendo che intorno tutto è in perfetta regola, e che quella piccola parentesi in rosso sul calendario sia solo un momento per ritrovarsi in famiglia e sentirsi buoni.
    Mentre addentiamo il cappone o qualche altra succulenta leccornia, il nostro background rimane muto ad osservare le nostre coscienze satolle, che in scia postprandiale, si lasciano ai fumi oppiacei del nichilismo, annebbiando la mente contro ogni plausibile presa di posizione.
    Il nostro presente ci tende la mano, ma ridimensionarci costa sacrificio, e pensare di cambiare i parametri di una tradizione in virtù di un mondo agonizzante, ci sembra pura e retorica utopia.  Ma mentre sgranocchiamo l’ennesimo torrone, oltre alla ben presente e critica povertà nazionale, ci sono mille altre dimensioni che non possono azzittirsi per il nostro svago culinario! Come non pensare, tra un boccone e gli altri mille, che al centro di un continente disperato come quello africano, bambini lottano contro malattie banali, rese mortali dalla monetizzazione delle più basilari forme di tutela sanitaria? Come dimenticare, ingurgitando liquidi pregiati, vini e vinelli, spumanti e liquori vari, che in una delle terre più alchemiche di questo pianeta (tanto per fare l’esempio pià noto), l’80% dei bambini muore per cause legate alla quasi totale assenza di acqua, o dalla pessima qualità di quella poca che riescono a reperire di rado?
    Quindi,
    osservando questo natale dalla parte di un mondo che non può ostentare abbondanze perchè non ne ha, che non può gestire indigestione perchè non ha di che ingerire … che non può scambiarsi regali perchè deve pensare a sopravvivere giorno per giorno,
    dico a voce alta, e senza vergogna,
    che grazie al cielo,
    anche questo natale ce lo siamo levato dai coglioni!!!

    Spero che gli apparenti buoni sentimenti recitati dal 24 al 25 di dicembre di ogni anno, si muovano 365 giorni all’anno senza ipocrisie, e che questa business-favola di fama internazionale ritrovi il suo valore universale, prestamente, e senza mezze misure.


    Il sole è nato il 25 dicembre:
    ora tocca a noi rinascere.

The End

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