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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

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    19th December 2011

    NO!TALE

    Non ho mai rebloggato (dicesi in gergo), in questi trecento e più mesi, nessun post di altri utenti di TUMBLR. Non per un eccesso di divismo, ne per scarso interesse nei confronti delle centinaia di cose interessanti che (altri compagni di ventura) hanno pubblicato in altrettanti trecento e più giorni.
    Ma oggi, queste immagini hanno mosso di nuovo e senza sosta in me vecchi mostri, hanno abbeverato le radici dell’indignazione, che forti e insinuate sino alle più profonde latitudini sensibili, sono dure a perdere memoria e forza.
    È palese tanto quanto il nascondersi del sole durante la notte, che questo meccanismo regolatore della vita in questo pianeta è oscuro, fallimentare, agghiacciante.
    In ogni contesto, e in ogni argomentazione che trae spunto da storie finite male, chi deve scontare gli effetti delle tendenze negative dell’attualità è sempre quella parte della società (per altro decisamente più numerosa) che vive già di stenti e di negazioni sociali. È evidente che il minor numero di cittadini di questo pianeta, architetta situazioni a tavolino per trarre profitto dalla disperazione della fetta più grande del popolo! Non ci possono essere più giustificazioni a scempi che si susseguono ogni giorno, nel fraudolento nome di una finta democrazia basata altresì sulla dittatura consumista e del profitto.
    Io sono stanco!
    Dopo un lungo passeggiare in lungo e largo tra le oasi deserte di questo pianeta, in questo intenso anno di rospi inghiottiti, di indigestioni interminabili a base di società truffaldina e attualità truccata per un film chiamato contemporaneità…sono davvero esausto!
    Bambini divelti dal cosiddetto fuoco amico, famiglie trivellate da bombe sociali ed economiche insostenibili, donne manifestanti picchiate in piazze da ufficiali pagati per dispensare morte e violenza, vecchi abbandonati ad un epilogo struggente, in pasto alla povertà e alla demenza di un momento storico dimentico dei valori essenziali della vita.
    Questa è la realtà il 19 dicembre del 2011!
    E come si può dunque rimanere ancora in silenzio al cospetto di tale nefandezze? Come vestirsi di rosso, barba bianca e cappello, e scartare regali inutili sotto un albero che ci toglie l’ossigeno anziché donarcelo?
    È pur vero he questa vuole essere una grande allegoria promotrice di pace, un diario di viaggio (che poi tale non è) che metaforizza un migrare emotivo tra un isola dell’inconscio e l’altra,
    ma,
    dobbiamo mettere dei punti forti e concreti, affinché il prossimo possa riprende un dialogo con il suo vicino, e far partire finalmente una invincibile rivoluzione umana.
    Ora.

The End

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