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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

  • Note

    23rd November 2011

    CHI NON TACE, DISSENTE

    Chi tace acconsente.
    Ecco perchè dopo un paio di giorni si ritorna sulle fredde pagine digitali del diario, a raccontare il quotidiano che avanza.
    Quando le parole non si manifestano, è perchè un bavaglio invisibile le imprigiona dentro; la voce non ha voglia di azzuffarsi contro le censure sociali, cosciente che la battaglia che si vince visibilmente, il più delle volte è persa sin dall’inizio sul piano dei diritti.
    Ma questa potrebbe essere solo una banale scusa per raggomitolarsi come chiocce nella proprio guscio, per ritirarsi nel letargo culturale e dormire sonni profondi, sedati dal potere e dalla deprimente attualità.
    Ma io, il Bolivia,
    sogno:
    sogno un giorno di 25 ore, dove quei sessanta minuti “bisestili” diventano una vittoria collettiva, uno scampolo di tempo conquistato grazie alla partecipazione di umanità coraggiose;
    sogno, una realtà dove il buio non cessi di inghiottire i più deboli, ma solo per proteggerli da una luce avversa, troppo accecante e violenta per essere ristoratrice e amica;
    sogno, una moltitudine di esseri pensanti, svegli, smascherati dalla saggezza, rinsaviti dalle passioni, rigenerati dalla voglia di vivere e non sopravvivere.
    Sogno, ma son desto,
    e con gli occhi aperti, a due passi dal giorno che seguirà questa giornata gemella della precedente, alzo la voce ancora e senza tregua, contro tutto ciò che ci impedisce di essere umani, di attendere il prossimo a braccia tese, di guardare al futuro con entusiasmo e fiducia.
    Quindi non taccio,
    e dissento:
    sveglio, sogno un mondo diverso, ottenibile solo se non smettiamo di lottare.

    Scontato, ripetitivo, ma seraficamente inciso. Tié!

The End

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