...guerriglia contemporanea
I momenti più intensi, quelli che lasciano qualcosa di indelebile nella memoria sensibile, si trascorrono in compagnia di persone dallo sguardo sincero, anime la cui vita profuma di fresco, un po come una camicia appena stirata, pronta per essere indossata e portata a spasso in ogni dove, senza alcuna paura e vergogna. Ci sono persone coraggiose, che non hanno dubbi su come rompere il muro dell’impossibile! Sono solide umanità pronte ad incamminarsi a tutta forza sulle vie della speranza, lungo le strade straordinarie che uniscono, una ad una, le proprie ambizioni interiori. Oggi, in questa tappa italica di provincia, rapiti dalla gioia e presi in prestito dalla “routinaria” noia locale, ci si ritrova tra viaggiatori e guerriglieri contemporanei, tra chi si muove fisicamente per accertassi che le nefandezze della propria terra abbiano una contropartita altrove, e chi quasi 25 ore al giorno si allena nella palestra del quotidiano, tra sforzi di concetto e scalate a mani nude su pareti lisce come vetri appena sterilizzati. Ogni sognatore ha la propria materia da plasmare, e Giorgio e Giulia, amici e viaggiatori, acchiappa sogni senza clichet e tecnicismi, scolpiscono le superfici orizzontali delle vie del mondo, in sella ad una piccola vespa 50 degli anni 70. Ho da poco letto il loro libro, “L’AMERICA IN VESPA” (Giorgio Serafino - MURSIA editore) e da fermo ho viaggiato in strade solcate almeno 4 anni fa, visioni che la mia memoria aveva per poco quasi rimosso. Ho ritrovato tutto: la voglia di perdersi, di macinare chilometri, di parlare con i primi passanti dall’aspetto curioso, di fermarsi a contemplare il tempo che si ferma in un tramonto, inghiottito da infiniti orizzonti. Non amo il popolo americano, soprattutto quella fascia di cittadini orgogliosi di una nazione costruita sul sangue di popolazioni indigene, sui cadaveri di intere etnie di indiani, che prima di essere sterminate indignitosamente, hanno per millenni posto le basi solide di un territorio che trasuda spiritualità da ogni poro. Ma ciò nonostante, il paese a stelle e strisce ospita nel suo grembo persone meravigliose che, se si sanno cogliere sotto la giusta luce, guidano in un mondo essenziale, fatto di condivisione e sana follia, di spontaneità e coincidenze sorprendenti che aprono le porte di un mondo altro! È bello parlare con voi, viaggiare virtualmente con voi, e sostenervi a cuore aperto: siete un po la voce della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno…i testimoni di quel tesoro nascosto a cui tutti ambiscono, ma che c’è davvero se si comprende come vederlo con gli occhi dell’anima. In anticipo, my dear Giorgio e Giulia, per la prossima avventura: buon viaggio.