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365: DIARIO DEL "BOLIVIA" IN CHE

...guerriglia contemporanea

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    16th November 2011

    CARO AGENTE TI SCRIVO

    L’autoproclamatosi agente speciale G.F. , in stanza in quel di Cina, in missione speciale di osservatore, ci racconta in suo dispaccio quotidiano, la gita fuori porta presso uno dei piu’ grandi centri commerciali della citta’ di Canton, Repubblica Popolare Cinese, 14 milioni di abitanti.

    In sintesi, ci parla della delirante corsa all’acquisto di migliaia di “unità umane”, dell’accaparramento compulsivo del superfluo, con conseguenti ignoranze collettive e rapporti umani condivisi che sfumano in un ossesso mondo di individui focalizzati esclusivamente sulle proprie singole esistenze, nonche’ sui propri personali bisogni.

    Il Bolivia, affettuosamente, risponde:

    Caro agente GF,

    ti rispondo forse dal posto più adeguato per dar forma agli stimoli ricevuti dal tuo racconto: il cesso! Ho letto il tuo rapporto di prima mattina e l’urgenza di correre in bagno non ha tardato a manifestarsi. E’ un bel mondo di merda caro GF, e mi sembra proprio di percepire che in quel di Cina, l’esposizione al cubo di tale scempio sociale abbia la sua manifestazione più rappresentativa!

    La shopper con la falce e martello ( feticcio commemorativo del 90’ anniversario della presa al potere, di cui hai eccelsamente descritto le fattezze), avrebbe fatto rabbrividire chiunque abbia creduto, anche per un solo istante, a quella che si presentava nel lontano 1921 come la vera rivoluzione umana contro il capitalismo, il consumismo e i poteri forti!

    La lotta di classe , caro agente, ora si gioca su piani completamente decontestualizzati: il popolo ambisce ad essere una borghesia contemporanea, quando invece altro non è che il popolo di sempre, povero e privo di strumenti, ignorante e manufatturiero, completamente schiavo della pervasione mentale lentamente conquistata da chi gestisce l’economia del mondo.

    È buffo pensare, a volte, di esser qui al riparo da questa guerra sociale, in questo lato di mondo, dietro le mura di queste cittadine apparentemente intonse dal sistema; e invece, l’unica differenza tra il mondo grigio delle metropoli asiatiche e il paese di provincia di questa buffa italia, sta solo nelle apparenze! Sta nei modi e nelle forme più contenute e meno bestiali, nelle maschere e nei ruoli buonisti, poiché dentro la coscienza di ogni individuo, anche qui c’è poca traccia di etica, di amore per il prossimo, e di sincerità.

    Ma questa è “la mela che dobbiamo caparci”, il frutto che ci offre questo momento storico! Quindi, seppur bacata, dovremmo provare a togliere il verme, mangiare la parte sana del frutto, badando di mettere in disparte le sementi, per provare poi a ripiantarle su di un terreno nuovo, fertile, con la speranza di vedere un giorno, anche solo un briciolo in più di equa contemporaneità.

    Non ti nascondo , caro GF, che vorrei venire a vedere tutto con i miei occhi: l’inferno mi attrae, poichè forse conosco i trucchi per uscirne illeso. Entro, saluto il diavolo, gli rubo (usando le sue modalità) i segreti, esco, e nel mio mondo provo a trasformare queste macchie scure in qualcosa di più colorato… auguratamente utile alla società ventura!

    E’ vero: in fondo, a modo nostro, siamo tutti schiavi di questo sistema. Non dimentichiamo però di riconoscere le catene, di afferrarle, di provare a strapparle via con tutte le forze in nostro possesso, da se e dagli altri, per dar forma, anche lentamente e passo dopo passo, alla più grande marcia umana di tutti i tempi verso la libertà.

    Ci incamminiamo?

    Con affetto mio caro zio…ops…Agente GF.

    Il Bolivia

The End

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