January 2011
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Cangoo: orchestra di microcosmi
Stasera mi congedo tra le note di un concerto in punta di piedi. La natura fa capolino tra le idee nate da un intenso giorno di lavoro, e piccoli microcosmi suonano la migliore buonanotte che si possa ascoltare. È lontano il frastuono della città, la follia delle percussioni urbane: qui il silenzio sussurra leggere vibrazioni canore, e tra gocce di pioggia lieve e un lontanissimo canto...
Mori(m)bondo
Sull’uscio di casa stamane si e’ presentato un marimbondo: una tropicale e rossastra versione allungata di un ape dallo sguardo minaccioso. Non c’era nessun rettile ospite della villa, intenzionato a divorarselo. L’estrema decisione e’ stata l’annientamento, nonostante l’evidente disparita’ di forze ha fatto venir meno ogni barlume di par condicio. Reduce da una morta insulsa per mano d’uomo,...
Morimbondo
We are all made of stars..
Quando guardi le perosne, capisci che straordinaria risorsa che rappresentano. Ogni individuo e’ una parte indissolubile della grande enciclopedia umana, una straodrinaria biblioteca gratuita alla quale si puo’ attingere senza pagare somme preventive! Come diceva quel gran delirio ambulante di Buckowski “La gente e’ il piu’ grande spettacolo del mondo: e non si paga neppure il biglietto”!...
Goodnight
Chi riesce ad afferrare quel momento che separa l’essere svegli dal sonno è un mago! È una sottile linea rossa di latenza nella quale si manifesta il più puro concentrato di delirio inconscio. Scrivo questo appunto a due passi da quella dimensione sconosciuta, ricordando tra le annotazioni sconnesse, le confortanti parole di Marco, giovane artista italiano felicemente insediatosi qui in...
Il chilometro del delirio
Non credo piu’ a babbo natale da una vita; ne alla befana, a superman, ai folletti, ai sette nani, alla strega cattiva, al principe azzurro e alla fata turchina…ma all’uomo nero si!
Ho paura di addormentarmi stanotte. Guardo l’armadio e penso che aprendo una delle ante, esca fuori lui, o lei, un essere ricoperto da quegli sguardi che si incrociano nel chilometro del deliro.
C’e’ un rettilineo...
Compilare gli spazi vuoti:
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LADRO: governo piove!
PIOVE: governo ladro!
Basta una goccia ad innescare la miccia dei pensieri. E poi giu un’altra, ed un’altra ancora, e da questo gonfio cielo tropicale color cenere, cadono senza sosta milioni di fragorose lacrime, come segno inequivocabile di un universo disperato. Ognuno ha il suo cosmo di tristezze, di fardelli da sopportare, ed io, inzuppo come un biscotto italiano prodotto in Cina, penso alla marea nera...
Traffic jam / ovunque
Bisogna prendere atto che spesso l’inglese addolcisce alcuni modi di dire. Traffic jam: “marmellata umana” di esseri motorizzati, che si spalma perfettamente ad ogni risveglio. Definire il traffico di Bali folle, giustificherebbe “clinicamente” gli atteggiamenti deliranti dei conducenti che si incrociano in strada. Se esiste una maleducazione stradale, i Balinesi ne...
Around Seminyak...
Squilla il telefono del compare Giac: “Fidia sta chiamando”: qualcuno ha trovato il mio iPhone. In un inglese incomprensibile una voce femminile chiede 3milioni di rupie di riscatto e attacca; poi un uomo, ancora vago, balinese, farfuglia alcune cose e riattacca.
Il Bolivia chiama Matteo, che dice di andare di corsa da lui che sa come risolvere. Disgustato dal retrogusto del ricatto, ...
Humalas e dintorni
“Mi sono perso!…” disse il Bolivia.
Preoccupati, non riuscirono a fargli concludere la frase, e la sua voce si interruppe.
Si era perso tra mille concetti astratti che fanno a gara nella testa, per guadagnarsi la pol position esecutiva?
Si era offuscato, nella gestione del vortice di pensieri che non perdono mai occasione per bisticcare e fare della concentrazione un alchimia...
Humalas. Villa greta
A volte si rimane fuori, fuori da qualsiasi cosa; ma è una piacevole sensazione. Ci si deve inventare un alternativa per “rientrare dentro”, nel guscio che in qualche modo ti protegge. Nonostante questo esterno momento di sospensione peró, siamo stati caldamente dentro.. come antichi xenos bisognosi di un nido. Quindi, il “Bolivia” e il suo compare, si godono questo momento...
20 Gennaio 2011: a-wake up
Capita spesso di sorprenderci, e fa ancora piu’ impressione quando il lieto fine segue ad un finale tragico ormai, solo apparentemente, senza via d’uscita. Si vedono molti umanoidi fagocitare sostanze di ogni tipo, per provar sensazioni al limite tra la morte e il piacere, tra il sogno e il rischio reale, ma non ho mai sentito di animali che ingurgitassero funghi, men che meno allucinogeni. Il...
19 Gennaio 2011: in front of jhon's house
La batteria del mac dice che restano 25 minuti di autonomia prima che si spenga del tutto; forse lo stesso tempo che ha impiegato quel cucciolo stamane ad assopire la paura e il dolore, causati da un auto in corsa sotto un cielo minaccioso, che forse conosceva gia’ il destino di un randagio tra migliaia, in questa isola dai mille contrasti. La morte prende allo stomaco, soprattutto quando capisci...
18 Gennaio 2011: UBUD e ritorno
Cosa hanno in comune Ubud e la Bolivia? Fiumi di folle dal portafogli traboccante che comprano l’inutile a costo zero? Verde sfolgorante da foresta pluviale intermezzato da sorrisi spontanei di popoli dalle esigue pretese? Strade sterrate, polvere e luce, uccelli e scimmie, occhi assetati di sapere che sparano sguardi innocui alla ricerca di un piccolo aiuto dal pubblico? Probabilmente, ma ancor...
17 gennaio 2011 Balangan, Jhon’s house
Molto da dichiarare…,ma il sonno spinge nel dirupo, e la tastiera si offusca.
16 Gennaio 2011 Balangan, Jhon’s house
Si puo’ cominciare un diario premettendo un titolo cosi delirante? Assolutamente si, visto che il succo del diario e’ il viaggio delirante di un filantropo alla ricerca di un luogo che non esiste. Il “Bolivia”, (questo’ sara’ il nome del nostro protagonista, per esigenze meramente irrazionali, benche’ il parallelo con il ben piu’ noto diario scritto appunto tra le lande sudamericane e’ ovvio, e...
I PRIMI 5 PRIMI GIORNI